giovedì 15 novembre 2018

#5 - Lo scaffale nella letteratura

Lo scaffale non ricopre mai un ruolo di primo piano nella letteratura, dato che viene spesso identificato come elemento di contorno, di arredamento, e mai di spicco.
Lo si riesce a trovare spesso, però, all'interno di descrizioni dell'ambiente domestico, ma, soprattutto, in frasi in cui il libro assume il ruolo da protagonista e vi è la presenza dello scaffale.



Un esempio di quest'ultima situazione può essere "Una storia di amore e di tenebra", un romanzo autobiografico dello scrittore israeliano Amos Oz, che descrive il ruolo dei libri nella vita dell'uomo scrivendo

"I libri, loro non ti abbandonano mai. Tu sicuramente li abbandoni di tanto in tanto,
 i libri, magari li tradisci anche, loro invece non ti voltano mai le spalle: nel più 
completo silenzio e con immensa umiltà, loro ti aspettano sullo scaffale."
da "Una storia di amore e di tenebre", 2002

Anche Umberto Eco, nel descrivere quale dovrebbe essere la vera funzionalità delle biblioteche, nel suo "De Bibliotheca", utilizza lo scaffale per identificare il luogo fisico in cui sono situati i libri che si vanno a prendere in biblioteca:

"Ora, cos'è importante nel problema dell'accessibilità agli scaffali? E' che uno
dei malintesi che dominano la nozione di biblioteca è che si vada in biblioteca per 
cercare un libro di cui si conosce il titolo. In verità accade sovente di andare in 
biblioteca  perché si vuole un libro di cui si conosce il titolo, ma la principale 
funzione della biblioteca, almeno la  funzione della biblioteca di casa mia e di 
qualsiasi amico che possiamo andare a visitare, è di scoprire dei libri di cui non 
si sospettava l'esistenza, e che tuttavia si scoprono essere di estrema 
importanza per noi."
da "De Bibliotheca", 1981


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